Il 23 luglio 2026 BitMEX, uno dei nomi più iconici della storia crypto, ha annunciato la chiusura definitiva delle proprie attività. La piattaforma, di proprietà di HDR Global Trading Limited, cesserà ogni operatività il 23 settembre 2026 alle 04:00 UTC, dopo oltre 11 anni di attività. Da subito sono state sospese le nuove registrazioni e agli utenti è stato chiesto di chiudere le posizioni e prelevare i fondi entro la scadenza.
Dear BitMEX Users,
— BitMEX (@BitMEX) July 23, 2026
Today, we share with a very heavy heart that BitMEX exchange will shut down its operations, effective 23 September 2026 at 04:00:00 UTC.
The owner and operator of BitMEX, HDR Global Trading Limited, has made the difficult decision to close operations… pic.twitter.com/oWuqlh547f
BitMEX chiude: fine di un’epoca
Fondata nel 2014 da Arthur Hayes, Ben Delo e Samuel Reed, BitMEX nasce con una missione precisa: portare la leva finanziaria professionale, tipica dei derivati tradizionali, nel mondo ancora acerbo delle criptovalute. Il vero salto arriva nel 2016, quando l’exchange introduce il perpetual swap con leva fino a 100x, un prodotto che non aveva scadenza e che replicava sinteticamente l’esposizione sul prezzo spot. Quell’invenzione è oggi lo strumento più scambiato dell’intero settore, copiato e adottato da praticamente ogni piattaforma di derivati crypto.
Negli anni BitMEX ha però attraversato anche stagioni turbolente:
- Nel 2020 DOJ e CFTC accusano l’exchange di carenze nell’antiriciclaggio;
- Nel 2021 arriva una sanzione da 100 milioni di dollari;
- A gennaio 2025 un’ulteriore multa da 100 milioni per violazione del Bank Secrecy Act;
- A marzo 2025 Donald Trump concede la grazia ai fondatori.
Da febbraio 2025 la società cercava un acquirente tramite Broadhaven Capital Partners, senza però arrivare a una cessione. La chiusura arriva quindi al termine di una revisione strategica del business, in un mercato ormai molto diverso da quello in cui BitMEX era nato.
Il processo che porterà alla chiusura, come spiegato nel blog post, procederà in fasi:
- Da subito: stop alle nuove registrazioni;
- Dal 26 agosto: solo operazioni di riduzione, niente nuove posizioni;
- Dal 23 settembre: chiusura forzata di eventuali posizioni residue e stop definitivo.
Chi non preleva i fondi entro la scadenza andrà incontro a commissioni di custodia (il maggiore tra 50 dollari o l’1% annuo).
La reazione del mercato
Nonostante il peso storico del brand, la notizia non ha prodotto scossoni significativi sui mercati. Il motivo è semplice: la liquidità effettivamente gestita da BitMEX si era ridotta ai minimi termini. Secondo i dati riportati da più testate di settore, l’exchange deteneva circa lo 0,08% dei volumi globali di perpetual futures, contro una quota che in passato aveva superato il 50%. Il baricentro della liquidità si è spostato da tempo su Binance, Bybit, OKX e, tra i protagonisti più recenti, Hyperliquid, diventato il secondo exchange per open interest sui perpetual dietro Binance.
Secondo i dati di Coinmarketcap, al momento della scrittura di questa notizia, BitMEX gestisce volumi da 122 milioni di dollari con un open interest pari a 174 milioni di dollari. Per avere un termine di paragone, Binance gestisce attualmente 45 miliardi di dollari di volumi con OI superiore a 25 miliardi.
In definitiva, BitMEX chiude senza generare instabilità perché il suo ruolo di market mover si era già esaurito da anni. Resta però il valore simbolico: l’azienda ricorda di non aver mai subito perdite di fondi utente per un hack in oltre 11 anni di attività, un primato raro nella storia degli exchange crypto.
Cosa fare se hai fondi su BitMEX
BitMEX non aveva la licenza MiCA, pertanto non rientra negli exchange crypto legali in Europa. Tuttavia per chi avesse dei fondi sulla piattaforma, ecco cosa fare:
- Chiudi le posizioni aperte e preleva gli asset prima del 23 settembre 2026;
- Monitora le fasi del wind-down (26 agosto: solo reduce-only);
- Valuta il trasferimento verso un exchange regolamentato o un wallet self-custody;
- Verifica le eventuali commissioni di custodia in caso di ritardo nel prelievo.